Progetto Bach 2026-27



Un viaggio nell'Everest della musica corale: 

la Messa in Si minore
di J.S. Bach

La Visione

Affrontare la Messa in Si Minore (BWV 232) di Johann Sebastian Bach non significa semplicemente preparare un concerto. Significa intraprendere un viaggio monumentale attraverso quella che è universalmente considerata la vetta assoluta della polifonia e della spiritualità in musica.

Per il biennio 2026-2027, il Discanto Vocal Ensemble, sotto la direzione artistica e musicale del Maestro Giorgio Brenna, ha deciso di raccogliere questa sfida, trasformandola in un progetto culturale di ampio respiro che unisce rigore filologico, innovazione tecnologica e formazione del pubblico.

Non vogliamo solo eseguire un capolavoro: vogliamo renderlo vivo, comprensibile e accessibile.

Il diario di bordo

Il progetto Bach 2026-27

Il Progetto Bach non sarà una semplice esecuzione, ma un vero e proprio cantiere aperto. Il progetto ci vedrà impegnati fino alla grande esecuzione integrale del 2027, con una prima tappa fondamentale nell’ottobre 2026, dedicata alla cosiddetta “Missa” (Kyrie e Gloria).

L'uomo oltre il mito

Dimenticate l’immagine del genio isolato in cerca di ispirazione divina davanti a un tramonto.  Per Bach comporre non era un atto sentimentale, ma un servizio e un atto di straordinario artigianato Scopriamo insieme chi era davvero l’uomo che firmava ogni sua opera con Soli Deo Gloria.

Alla scoperta 
del violino barocco

Il primo ospite di questo viaggio è il Maestro Carlo Lazzaroni, primo violino del Discanto Consort. In questo video, Carlo ci guida alla scoperta del suo strumento, evidenziando le affascinanti differenze tra il violino barocco e lo strumento moderno.

Bach a Lipsia

A Lipsia, dal 1723, Bach è maestro, amministratore, padre di famiglia, educatore di decine di studenti che vivono sotto il suo stesso tetto. Tra lezioni di musica e latino, prove con il coro, richieste del Consiglio cittadino e scadenze infallibili, ogni settimana deve consegnare una nuova cantata.

Incontro con Silvia Tuja 
Flautista

Silvia Tuja, flautista del Discanto Consort, ci guida dentro lo strumento che si suonava ai tempi di Bach: il flauto traversiere. Attraverso esempi musicali dal vivo, Silvia ci mostra cosa cambia rispetto al flauto moderno,nel suono, nella costruzione, nel modo di respirare e fraseggiare. 

Entriamo nella musica: 
Il portale di accesso

 Oggi entriamo dentro la sua musica. Per la prima volta. Quattro battute. Un portale. Il grido dell’umanità intera che chiede a Dio pietà e perdono prima che la cattedrale si illumini. Questo è l’inizio della Messa in Si minore.

Dentro il Kyrie I: 
Il gioco delle voci

Entriamo dentro il primo Kyrie e proviamo a capire come funziona il contrappunto. Cos’è una fuga, come le voci si inseguono e si sovrappongono, perché questa tecnica era considerata la forma più alta dell’arte compositiva. 

Daniele Arzuffi 
e i segreti dell’oboe barocco

In questo episodio della Bottega Barocca, Daniele Arzuffi ci mostra da vicino le caratteristiche dell’oboe barocco: come è fatto, come si suona, cosa lo distingue dallo strumento moderno. Un modo per cominciare ad ascoltare la musica di Bach con orecchie diverse.

La musica come orazione

La musica di Bach non è mai fine a se stessa. È un linguaggio codificato, costruito per muovere gli affetti dell’ascoltatore come un’orazione muove la platea. In questo video entriamo nel cuore di quel linguaggio, usando come porta d’ingresso le prime battute del Kyrie I della Messa in Si minore.

La tromba barocca: 
Il suono regale

In questo episodio, il trombettista Calogero Contino ci svela i segreti di uno strumento che ha segnato la storia della musica: la tromba naturale. Dalla complessa fisica degli armonici al profondo legame con l’aristocrazia.

I codici numerici 
del Basso Continuo

Insieme ad Anna Scolamiero, entriamo nel cuore della prassi esecutiva barocca per svelare uno dei suoi misteri più affascinanti: il Basso Continuo.

Il canto dell’anima 
nel Christe

In questo video, ci addentriamo nel cuore del Christe Eleison. Incastonato tra le due colonne di granito dei Kyrie, il Christe rappresenta un’oasi di lirismo. Bach sceglie consapevolmente lo stile galante e la retorica dell’opera napoletana per dare un volto umano alla preghiera.

Storia e tecnica 
di uno strumento affascinante

In questo video, Anna Maria ci introduce alle affascinanti sonorità del fagotto barocco; scopriremo come questo strumento sia passato dall’essere un solido sostegno per il basso continuo a diventare un protagonista virtuosistico nelle mani di giganti come Vivaldi e Mozart.

Dialogo tra Musica e Arte

In questo video guarderemo “dentro” la musica di J.S. Bach attraverso gli occhi della storia dell’arte e della spiritualità. Insieme a Marco Bugatti, corista del Discanto Vocal Ensemble e storico dell’arte, esploriamo le radici profonde che rendono la Messa in Si minore un capolavoro universale.

L’universo di Bach 
secondo Arianna Stornello

Arianna Stornello, soprano, ci confida il suo personale e devoto approccio a un autore che ama definire, con affetto, “il marziano” per la sua capacità di superare i codici puramente umani della melodia ed esprimersi attraverso vere e proprie architetture numeriche.

L'Architettura del Sacro 
nel Kyrie II:

In questo nuovo approfondimento, analizziamo il Kyrie II della Messa in Si minore. Con questo movimento, Bach ci conduce nel rigore formale dello Stile Antico, 

Dietro la severità della scrittura polifonica si cela una fitta rete di rimandi simbolici fondati sulle regole della retorica musicale settecentesca.

Il paradosso di Bach: un luterano e la Messa cattolica

Cosa spinge un luterano ortodosso a scrivere una messa cattolica? Per comprendere l’ultimo grande testamento spirituale di Bach dobbiamo spogliarci delle divisioni confessionali e risalire alla radice greca della parola “cattolico”: Katholikos, ovvero “universale”.  Il ritratto intimo di un uomo che, sentendo la fine vicina, ha scelto di consegnare il suo capolavoro all’eternità.

 

Un’ esplosione di Gioia: Viaggio nel Gloria di Bach

In questo video analizzeremo l’architettura di questa pagina, scoprendo la simmetria in nove movimenti che Bach lega al simbolismo trinitario. Il cuore del nostro percorso sarà però dedicato allo sfarzo sonoro di trombe e timpani : esploreremo il significato politico e liturgico di questi strumenti regali, simboli del potere assolutista del Settecento.

L’ordito e la trama nel “Et in terra pax”

In questo video vedremo come Bach costruisce il passaggio tra la luminosità del Gloria in excelsis Deo e la dimensione raccolta e intima dell’Et in terra pax. Dopo aver analizzato l’inizio del brano, ci soffermeremo sul fugato che sviluppa la seconda parte della pagina, sarà l’occasione per spiegare in modo semplice come funziona l’esposizione di una fuga: il genere musicale che nel nostro immaginario più associamo alla figura di Bach.

Laudamus Te: il virtuosismo secondo Bach

Nel Laudamus Te della Messa in Si minore, Bach ribalta la concezione mondana di esibizione tecnica. Qui, l’agilità acrobatica richiesta alla voce (e al violino solista che la accompagna) non è fine a se stessa, né una concessione alla vanità del solista, ma punta piuttosto a mettere a disposizione del Creatore quell’eccellenza e quel talento ricevuto come dono.

👉 Ascolta qui l’esecuzione diretta da Andrea Marcon

Gratias agimus tibi
Un ponte tra la pace e la gratitudine

In questo nuovo appuntamento video dedicato alla Messa in si minore di Johann Sebastian Bach, ci addentriamo nel cuore del Gloria per analizzare una delle sue pagine più monumentali e severe: il Gratias agimus tibi. Esploreremo insieme come Bach abbandoni il virtuosismo e il lirismo di stampo operistico italiano per abbracciare l’oggettività solenne dello stile antico.

Il Corno da Caccia nel "Quoniam tu solus Sanctus"

In questo video, il cornista Sergio Notarangelo ci introduce alla scoperta del corno da caccia, lo strumento naturale privo di valvole che Bach sceglie per uno dei momenti più solenni della Messa in Si minore BWV 232: l’aria del Quoniam tu solus Sanctus.Un viaggio tra la tradizione venatoria del Seicento francese, i virtuosi della corte di Dresda e il genio teologico-musicale di Johann Sebastian Bach.

Domine Deus: Un duetto per tre (PRIMA PARTE)

Al centro del Gloria della Messa in Si minore di Bach si trova un brano che, a prima vista, si presenta come un elegante duetto in stile galante per soprano e tenore. Ma più lo si osserva, più rivela una profondità teologica e compositiva di straordinaria complessità.

 

Domine Deus: Un duetto per tre (SECONDA PARTE)

Un dettaglio quasi invisibile nella partitura autografa, una sola battuta scritta in modo diverso nella parte per Dresda: basta questo a Bach per dire ai suoi musicisti tutto quello che serve, senza sprecare inchiostro.

In questa seconda parte confrontiamo due letture del Domine Deus, Koopman e Richter, per ascoltare come lo stesso testo possa danzare o essere composto, a seconda di chi lo interpreta. 

Qui tollis peccata mundi
Come Bach trasforma il lamento
di Geremia in preghiera universale

In questo video, entriamo nel: Qui tollis peccata mundi, il coro che segue il Domine Deus e ci precipita dal dialogo luminoso tra il Padre e il Figlio alla supplica dell’umanità davanti all’Agnello sacrificale.

 

Qui sedes - Come Bach trasforma una danza di corte 
in una riverenza davanti al trono celeste

Il Qui sedes è un’aria per contralto e oboe d’amore, intima, raccolta, riverente. Di fronte al Cristo glorioso assiso alla destra del Padre, la musica si inchina. Un inchino che Bach costruisce con i gesti nobili della polacca, la danza delle corti europee, trasformando un protocollo di corte in preghiera.

 

Quoniam tu solus sanctus
L'aria dell'Altissimo — corno, fagotti
e il virtuosismo di Dresda

Con il Quoniam tu solus sanctus l’itinerario teologico del Gloria raggiunge il suo culmine. Cristo non è più l’Agnello immolato del Qui tollis, né il Re glorificato adorato nell’inchino del Qui sedes. Qui viene proclamato: Santo, Signore, Altissimo.

E Bach risponde con una scelta orchestrale che non ha precedenti in tutta la sua produzione: una voce di basso solista, due fagotti obbligati, un corno da caccia. Nessun violino. Nessuna viola. Un colore sonoro scuro, grave, inedito, costruito appositamente per i virtuosi della Hofkapelle di Dresda.

Frammenti tratti dalle prove 
registrati il 29/09 e il 2/10

Nei giorni scorsi abbiamo raccolto i momenti salienti delle prove della Messa in Si minore di Bach: le entrate, i passaggi più intensi e anche le imprecisioni, perché fanno parte del lavoro che precede ogni concerto. Un assaggio del cammino che ci porta a Seregno, Cantù e Vergo Zoccorino.

Cum Sancto Spiritu
Dalla penombra del Quoniam
all’esplosione di luce dello Spirito Santo

Con questo video si chiude la prima serie del progetto Bach 2026/27 dedicata alla Missa del 1733, il Kyrie e il Gloria della Messa in Si minore. Il Cum Sancto Spiritu è il coro che chiude il Gloria come si chiude una cattedrale: con la stessa grandiosità con cui è stata aperta. Trombe, timpani, coro a cinque voci, orchestra al completo. La stessa tonalità di Re maggiore del Gloria in excelsis Deo. La stessa energia trionfale.

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